Il calabrone è un insetto che appartiene alla famiglia degli imenotteri, assieme ad api, formiche e vespe, che presenta due paia di ali che in realtà sono un tutt’uno, per via del fatto che sono incollate le une alle altre. Gli adulti sono privi di peli, testa grande con tratti rossicci ed un paio di antenne curve, le regine sono lunghe 35 millimetri, le operaie sono grandi tra i 20 ed i 25 millimetri, i maschi dai 20 ai 27 millimetri. È una vespa sociale, una femmina prolifera, le altre compagne si occupano della crescita della prole in modo organizzato, che si trova in Europa, nel nord-ovest della Russia, in alcune zone dell’Asia centrale, in Giappone ed estremo Oriente, e in alcune zone degli Stati Uniti dell’est.
Tipi di calabrone
Infatti, nel Vecchio Continente, l’esemplare più diffuso di questa specie è la vespa cabro, il cravunaro rosso è il calabrone più presente in Italia, che è grande il doppio rispetto alle normali vespe, ma non possono essere confuse con quest’ultime per la colorazione arancione e nera e neanche ai bombi, invece che giallo e nera, nonostante la loro peluria. Altri esemplari di calabrone nel nostro componenti sono la vespa velutina, importata dall’Asia, e la vespa orientalis, storicamente nel Sud Italia sta arrivando anche nel Centro-Nord, tutti questi calabroni in Europa predano le api, ma solo la prima è specializzata nella loro caccia, provocando problemi all’apicoltura, alla produzione del miele ed all’ambiente. Recentemente è arrivata nel nostro Paese anche la vespa mandarinia, il calabrone gigante asiatico, di dimensioni più elevate rispetto al calabrone europeo.
Pericolosità
Tra le caratteristiche del calabrone c’è il fatto che, a differenza delle vespe, non ha un pungiglione seghettato che gli consente di estrarlo per pungere le vittime più volte dopo averlo estratto, mentre le api per toglierlo dalla pelle si rompono l’addome e muoiono. Le punture delle femmine causano dolore ed infiammazioni locali e transitorie, la loro gravità dipende dal loro numero e dalla quantità di veleno iniettato nella vittima.
Inoltre, il calabrone è un grande predatore, grazie alle possenti mandibole consentono loro di nutrirsi di insetti nocivi per l’ambiente, rivestendo un ruolo importante per l’ecosistema, oltre alle sostanze zuccherine della frutta più matura e quella che lo è meno, questo però crea danni ai coltivatori in quanto riesce a danneggiare la sua buccia. Le colture colpite sono quelle di ciliegie, pere, mele, prugne e uve. Glia adulti mancano anche la linfa di betulla, frassino, castagno, rododendro, bosso e corniolo
Differenze tra le specie di calabrone
| Specie | Descrizione | Pericolosità | Cosa fare | Eliminazione |
|---|---|---|---|---|
| Vespa crabro | Grande (fino a 3,5 cm), colore marrone-rossiccio e giallo. Autoctono in Europa. | Media: punge se disturbato, ma generalmente poco aggressivo lontano dal nido. | Mantieni distanza dal nido, evita movimenti bruschi. Non tentare di colpirlo. | Intervenire solo se il nido è vicino a casa. Contattare disinfestatori o vigili del fuoco. |
| Vespa velutina | Più piccolo, corpo scuro quasi nero, zampe gialle. Specie invasiva. | Alta: più aggressivo vicino al nido, pericoloso per api e persone allergiche. | Allontanarsi immediatamente se si individua un nido. Segnalare alle autorità locali. | NON fai-da-te. Richiede intervento professionale per rimozione in sicurezza. |
| Vespa orientalis | Colore rosso-marrone con bande gialle. Attivo anche con caldo intenso. | Media-Alta: può essere aggressivo, soprattutto in ambienti urbani. | Evitare cibo scoperto e rifiuti. Chiudere accessi a casa. | Rimozione solo se necessario, meglio tramite esperti. Evitare pesticidi domestici improvvisati. |
Le larve di calabrone

La colonia di un calabrone è composta da una regina ed altre femmine sterili che sono le sue figlie. Il ciclo biologico inizia alla fine dell’estate precedente, quando maschi e femmine fertili si accoppiano e queste ultime cercano un rifugio protetto per sopravvivere ai rigori dell’inverno.
Infatti, la stagione invernale porta alla morte degli esemplari di calabrone maschio e delle femmine sterili, mentre il nido vuoto viene utilizzato da altri insetti per costruire il proprio o per svernare con il sopraggiungere della primavera. Anche i calabroni possono usare pezzi di nidi delle stagioni passate per mettere in piedi il proprio e le regine fecondate con le temperature più miti sono pronte a depositare le loro uova nella tana costruita che si schiudono dopo una settimana circa.
Le larve crescono accudite prima dalla regina e poi dalle sue figlie, che si occupano anche di ingrandire il nido in base alla numerosità della progenie, completando il loro sviluppo dopo due o tre settimane mangiando la carne di altri insetti catturati dalle adulte e del liquido secreto da cavallette e mosche, per impuparsi e trasformarsi definitivamente in adulte.
La nuova generazione di calabroni prima si impupa in un bozzolo e vola via una volta diventata adulta alla ricerca di partner con le quali accoppiarsi e riprodursi. Le regine sono gli esemplari di calabrone che vivono di più, quasi un anno, i maschi quelli di meno, non raggiungono l’inverno, mentre le operaie scompaiono con i primi freddi e la durata della loro vita dipende dal periodo in cui nascono.
Come capire se c’è un nido di calabroni
I nidi di calabrone si trovano in posti riparati ed in casa si possono rinvenire finestre, camini, condotte dell’aria condizionata, fessure di corde delle serrande. Inoltre, i loro favi sono sferici e si possono trovare anche nei cassonetti delle serrande o nei comignoli sul tetto.
Per trovare i nidi di calabrone è necessaria svolgere un’ispezione accurata cercando nei luoghi appena descritti ed in tutte le crepe e le fessure che sono presenti dentro e fuori la propria abitazione e, se ci sono, sicuramente ci saranno loro esemplari che entrano ed escono da esse.
I favi possono essere costruiti anche nelle cavità di alberi come salici, pioppi, querce, tigli ed in estate si vedono maggiormente in quanto crescono di dimensioni. Fanno parte dell’ habitat del calabrone anche la vicinanza anche vegetazione ed acqua che sono le materie prime utili per costruire i loro insediamenti. Non bisogna accendere luci bianche per evitare di attirare un loro attacco. Sono una specie diurna, ma possono essere attivi anche dopo il tramonti, rimanendo all’aperto per cercare di rientrare nella tana: in questo caso conviene chiudere le finestre anche nelle prime ore della notte perché una colonia potrebbe essere vicina alla propria casa.
Il nido dei calabroni è fatto di cellulosa, non è mai completamente chiuso e può essere riconosciuto per la costruzione in pezzi di legno mischiati ad altre fibre vegetali, fango e saliva in unico strato da rendere repellente all’acqua piovana. Sono molto grandi, anche 50 centimetri di diametro a forma di sfera e possono contenere fino a trecento esemplari.
Cosa allontana i calabroni
Per allontanare i calabroni dalla propria abitazione si possono coltivare in balcone, sulla terrazza o in giardino alcune piante che fungono da repellenti verso questi particolari insetti. Infatti, i metodi naturali contro i calabroni sono:
- piantare basilico, alloro, eucalipto, timo, rosmarino, citronella, aglio, menta e cucinarli anche nella stagione estiva aiuta a tenere lontano dalla propria casa questi imenotteri, non ne sopportano l’odore;
- spruzzare le sostanze contenute da questi rimedi naturali sul proprio corpo per allontanare i calabroni dalla propria pelle e renderla immune dai calabroni che non sopporteranno il loro profumo.
Anche i resti del caffè, le bucce di cetriolo e le pastiglie di naftalina o canfora portano buoni risultati se posizionati vicino alle aree all’aperto in cui ci rilassiamo durante le serate estive, come in giardino e nei pressi di tavoli, sedie e sdraio.
Come si catturano i calabroni

Per la protezione della casa dai calabroni è necessario costruire una trappola da mettere in primavera e che contiene un’esca biologica e consente di ottenere risultati importanti in questo senso. Per fabbricarla, può essere utile seguire i seguenti passaggi:
- prendere una bottiglia di plastica e tagliarla a metà;
- ottenuti due pezzi, la parte inferiore a forma di cilindro sarà la base della trappola, quella a forma di imbuto sarà l’entrata;
- la parte ad imbuto dovrà essere capovolta, mentre quella cilindrica conterrà l’esca, ed i due componenti dovranno essere uniti;
- praticare due fori opposti della bottiglia in cui inserire un filo di ferro che avrà la funzione di manico da appendere sull’albero;
- l’esca sarà 400 centilitri di birra per via del suo aroma fermentato ed altri ingredienti che attirano i calabroni, oppure una miscela di 100 grammi di acqua, 100 grammi di zucchero e 20 grammi di aceto, per gli esemplari carnivori del pesce guasto.
La trappola con liquidi fermentescibili attrattivi costruita contro i calabroni deve essere messa a due metri da terra su un albero verso il lato sud orientale e metterne una ogni cinquecento metri quadrati se si notano i primi insetti catturati. I calabroni periranno per intrappolamento, invischiamento o avvelenamento grazie all’esca contenuta nella trappola.
Il volo del calabrone
Il volo del calabrone, musica e scienza a parte che dimostrava l’incapacità di volare per questo insetto, esiste ed è anche un imenottero che si muove più velocemente in aria rispetto ad altri esemplari più piccoli.
Infatti, grazie ai suoi 230 battiti di ali al secondo, il calabrone riesce a volare cinque volte più velocemente del colibrì, rimanendo anche sospeso in aria più tempo con il movimento alare che produce portanza.
Le ali del calabrone si muovono torcendosi ed oscillando, dando una spinta tale da rendere il suo volo così caratteristico che sarebbe impossibile generarlo con un semplice battito. Il volo del calabrone viene utilizzato da questo esemplare per catturare le sue prede, scappare da eventuali minacce e predatori, compresi gli essere umani, pungendoli solo se si sente in pericolo.
Curiosità: “Il volo del calabrone” è un celebre brano musicale, proveniente dall’opera La fiaba dello zar Saltan di Nikolaj Rimskij-Korsakov, rinomato per la sua grande rapidità esecutiva. Inoltre, il termine “calabrone” è stato adottato in inglese per indicare il modello di motocicletta Honda denominato Hornet.
La disinfestazione dei calabroni
Il calabrone non ha l’istinto primario a pungere l’uomo, lo fa se sente minacciato il suo nido, e per evitare questa eventualità è bene mantenere la calma, non compiere movimenti improvvisi, agitando mani e braccia per tentare di allontanarlo, e non scappare. In questo modo, questo insetto non percepirà un presunto attacco e non attuerà un’azione difensiva.
La puntura di calabrone provoca un dolore molto forte e viene inferta in prossimità del nido, iniettando un feromone che attira altri esemplari pronti ad attaccare e può provocare reazioni gravi nei soggetti allergici. Possono causare soffocamento e portare alla necessità di una tracheotomia, potenzialmente alla morte in seguito ad uno shock anafilattico. Quindi, dopo la prima puntura conviene allontanarsi senza movimenti bruschi per non subirne altre dalle operaie.
Inoltre, i calabroni sono anche positivi per l’ambiente, grazie alla loro attività impollinatrice di fiori e piante, utile per la crescita della vegetazione circostante, e alla riduzione del numero di insetti nocivi per l’ecosistema. In Paesi come la Germania, la vespa crabro è una specie protetta, è vietato eliminarla senza permesso dell’ente regionale e l’intervento di professionisti della disinfestazione, mentre in generale la vespa velutina è più aggressiva ed una minaccia concreta per le api.
Non esitare a contattarci per la disinfestazione vespe e calabroni. Se trovi un esemplare in casa, la prima cosa da fare è aprire le finestre per farlo uscire. Invece, le trappole con esche biologiche, prodotti insetticidi a rapida azione, come gli spray aerosol a base di piretro o tetrametrina, e la rimozione del nido sono le tre soluzioni per abbattere questi tipi di insetti.
Nido di calabroni come eliminarlo?
Compila il form, chiama il numero verde oppure scrivici via email o in chat: solo una ditta di disinfestazione professionale come la nostra con tecnici dotati di abbigliamento protettivo e attrezzature speciali riescono ad uccidere questi infestanti quando sono in gran numero, raggiungendo le colonie su cui è difficile arrivare.
Come eliminare un nido di calabrone: intervento reale di Vespe.it

Nel mese di luglio, in un condominio di Roma, i residenti hanno segnalato la presenza di un grande nido di calabroni su un albero del giardino comune. La situazione era diventata pericolosa, con insetti aggressivi che entravano nei balconi e spaventavano le famiglie, soprattutto i bambini. L’amministratore ha quindi contattato Vespe.it, specializzata in interventi rapidi e sicuri. Una squadra è intervenuta in poche ore, effettuando un sopralluogo accurato e pianificando l’operazione nelle ore serali, quando i calabroni sono meno attivi. Gli operatori, dotati di dispositivi di protezione e attrezzature professionali, hanno rimosso il nido senza danneggiare la struttura. Dopo la bonifica, è stato applicato un trattamento preventivo per evitare nuove infestazioni. L’intervento si è concluso in sicurezza, restituendo tranquillità ai condomini e dimostrando l’efficacia di un servizio professionale, rapido e altamente qualificato.
Eliminazione calabroni: gli errori comuni
L’eliminazione dei calabroni è un intervento delicato che richiede attenzione e competenze specifiche. Tra gli errori che si compiono più facilmente ci sono:
- sottovalutare il pericolo, i calabroni possono diventare aggressivi se disturbati;
- tentare il fai-da-te senza protezioni adeguate, aumentando il rischio di punture;
- utilizzare insetticidi non idonei, che risultano inefficaci o addirittura controproducenti;
- intervenire nelle ore sbagliate: agire di giorno può rendere i calabroni più attivi e pericolosi;
- non individuare il nido, intervenendo solo sugli insetti visibili senza risolvere il problema alla radice.
Per una corretta eliminazione dei calabroni, è sempre consigliabile rivolgersi a professionisti esperti, in grado di garantire sicurezza ed efficacia. Evitare questi errori permette di gestire l’infestazione in modo rapido e duraturo, proteggendo persone e ambienti domestici.
Quando chiamare un professionista
Quando si ha un’infestazione di calabroni in casa o in giardino, capire quando chiamare un professionista è fondamentale per garantire sicurezza ed efficacia. I calabroni possono diventare aggressivi, soprattutto se il loro nido viene disturbato, rappresentando un rischio per persone e animali domestici. È consigliabile contattare un esperto quando si individua un nido di grandi dimensioni, difficilmente accessibile o situato in prossimità di ingressi, finestre o aree frequentate.
Un intervento fai-da-te può essere pericoloso e spesso inefficace, poiché non elimina completamente la colonia. I professionisti della disinfestazione utilizzano tecniche e prodotti specifici per rimuovere i calabroni in modo sicuro e definitivo. Inoltre, sono in grado di prevenire future infestazioni attraverso trattamenti mirati.
Affidarsi a un esperto è la scelta migliore anche in caso di allergie alle punture o presenza di bambini. Intervenire tempestivamente riduce i rischi e protegge l’ambiente domestico. Non intervenire sui nidi attivi: solo i professionisti della disinfestazione lo possono fare.
La nostra ditta di disinfestazione effettua gli interventi di pest management nel rispetto della Circolare del Ministero dell’Interno n. 2925/3403 del 3 giugno 2000. Le nostre squadre hanno svolto più di 10mila interventi certificati CEPA, UNI EN 16636 e ISO 9001 negli ultimi 10 anni per eliminare vespe e calabroni su tutto il territorio nazionale.
FAQ sul calabrone europeo
Qual è la classificazione tassonomica di Vespa crabro?
La Vespa crabro appartiene al dominio Eukaryota, regno Animalia, phylum Arthropoda, classe Insecta, ordine Hymenoptera, famiglia Vespidae, sottofamiglia Vespinae, genere Vespa e specie V. crabro. Il nome scientifico completo è Vespa crabro (Linnaeus, 1761). In Italia e nell’Europa centrale è diffusa la sottospecie germana.
Il calabrone europeo (Vespa crabro) è pericoloso?
Può rappresentare un rischio: la sua puntura è dolorosa. Tuttavia, a parità di quantità, il veleno è meno tossico di quello dell’ape (cambiano soprattutto dimensioni e funzione). Nelle persone allergiche può provocare shock anafilattico, con rari casi fatali (in Italia circa una decina l’anno). Senza sottovalutarlo, la sua aggressività è in genere sopravvalutata.
I calabroni europei sono aggressivi verso gli esseri umani?
Di norma sono elusivi e tendono a evitare animali di grandi dimensioni. Possono diventare aggressivi se ci si avvicina al nido o se vengono disturbati, soprattutto con movimenti bruschi. A volte si avvicinano solo per esplorare: restare calmi e non agitarsi riduce il rischio di essere punti.
Dove è diffuso il calabrone europeo?
È una specie molto diffusa: vive in gran parte dell’Eurasia ed è stata introdotta in Nord America già da alcuni secoli.
Come si distingue Vespa crabro dal calabrone asiatico Vespa velutina o da altre specie simili?
Il calabrone europeo ha una colorazione tipica, riconoscibile anche se può variare leggermente a livello locale, e si distingue dalle specie asiatiche. È importante non confonderli, perché Vespa velutina è una specie invasiva dannosa per l’apicoltura.
Quanto è grande il calabrone europeo?
Le operaie misurano circa 2,5 cm, mentre le regine possono arrivare fino a circa 3,5 cm. Va considerato che esemplari catturati in trappole liquide possono apparire più grandi perché si gonfiano.
Quale ruolo ecologico ha Vespa crabro?
È un predatore utile che contribuisce a controllare le popolazioni di altri insetti, inclusi alcuni parassiti delle piante. Le prede vengono portate al nido per nutrire le larve, mentre gli adulti si alimentano soprattutto delle loro secrezioni zuccherine. Può anche svolgere un ruolo secondario nell’impollinazione quando si nutre di nettare.
I calabroni danneggiano le api o la frutticoltura?
Possono talvolta predare api isolate e rovinare alcuni frutti per nutrirsi degli zuccheri, specialmente in autunno. In genere però l’impatto è limitato: incidono su un alveare soprattutto se già indebolito, e i danni alla frutticoltura sono di solito inferiori rispetto ad altre specie, variando caso per caso.
Cosa fare in caso di nidificazione vicino a casa e come prevenire incontri indesiderati?
Se il nido si trova in casa o in giardino e costituisce un rischio, è opportuno rivolgersi a vigili del fuoco o a professionisti della disinfestazione. Se non c’è pericolo immediato, è meglio non intervenire. Per evitare di attirarli: non lasciare cibo o bevande all’aperto, evitare trappole zuccherine vicino all’abitazione, ridurre le luci che attirano insetti e mantenere comportamenti tranquilli quando si avvicinano.
Che insetto è il calabrone?
Il calabrone è un insetto dell’ordine degli imenotteri, lo stesso di vespe, api e formiche. Possiede due paia di ali: il secondo è più piccolo e aderisce al primo, dando l’impressione di un’unica struttura.
Nido di calabrone: com’è fatto e dove lo costruisce?
Come le vespe, anche i calabroni realizzano nidi di cellulosa ottenuta masticando legno mescolato alla saliva. Questi nidi possono diventare molto grandi, fino a circa mezzo metro di diametro, ospitando anche 300 individui. Vengono costruiti in luoghi riparati, come cavità degli alberi, canne fumarie o cassonetti delle tapparelle.
Come si svolge il ciclo vitale del calabrone europeo?
In un nido vive una sola regina insieme a numerose femmine sterili, sue figlie. Verso la fine dell’estate nascono maschi e femmine fertili che si accoppiano e cercano rifugi per l’inverno. Con l’arrivo del freddo muoiono maschi e operaie, mentre le regine fecondate sopravvivono e in primavera fondano nuovi nidi. La longevità varia: le regine possono vivere quasi un anno, le operaie alcuni mesi e i maschi hanno vita più breve.
Cosa mangiano i calabroni?
Il calabrone europeo è un predatore di altri insetti, contribuendo a limitarne la diffusione. Si nutre anche di frutta, che riesce a incidere con le sue forti mandibole, causando talvolta danni alle colture.
Come difendersi dai calabroni?
Dipende dalla situazione. Il calabrone non è aggressivo di natura e punge solo se si sente minacciato, soprattutto vicino al nido. Se si avvicina, è consigliabile restare calmi ed evitare movimenti bruschi, come agitare le braccia o scappare.
Cosa fare dopo una puntura di calabrone?
La puntura provoca dolore intenso perché l’insetto inietta veleno, ma in genere non è pericolosa, salvo in caso di allergia. Può però rilasciare un feromone che attira altri calabroni: per questo, se si viene punti vicino al nido, è meglio allontanarsi rapidamente.
Come eliminare un nido di calabrone?
La rimozione di un nido è un’operazione rischiosa e va affidata a professionisti della disinfestazione, data la presenza di molti individui, la necessità di protezioni adeguate e la posizione spesso difficile da raggiungere.
Come si possono gestire o rimuovere i nidi di calabrone (disinfestazione)?
Se la presenza dei calabroni è problematica, si può intervenire riducendo il numero di individui o rimuovendo il nido, previa autorizzazione. La segnalazione spetta alle autorità competenti, che forniscono indicazioni. In ambito privato si ricorre a ditte specializzate, che talvolta possono anche trasferire la colonia. Esistono vari sistemi di controllo, come trappole adesive, a liquido, meccaniche, luminose o trattamenti specifici; l’eliminazione completa è generalmente riservata a specie invasive.