La Ancistrocerus nigricornis è una vespa vasaio appartenente alla sottofamiglia delle Eumeninae e si trova in Europa, è stata avvistante anche in Italia, oltre all’Asia ed al Nord Africa.
Questa specie presenta le tipiche strisce gialle e nere sul suo corpo, stessi due colori che si possono trovare anche sulle zampe, peluria marrone ed antenne nere. Le femmine sono leggermente più lunghe dei maschi, 13 millimetri a 10 millimetri, e le prime hanno delle macchie gialle sul torace e la prima banda gialla sull’addome che si prolunga sui lati, mentre i secondi hanno la faccia di questo colore.
Inoltre, questa vespa vasaio di medie dimensioni produce una sola generazione all’anno, gli adulti si nutrono del polline e del nettare dei fiori mentre le sue larve crescono mangiando i piccoli insetti catturati dagli esemplari più grandi.
Infatti, la Ancistrocerus nigricornis costruisce il suo nido composto da polpa di legno masticata e mescolata con la saliva che dividono anche le sue celle, in ognuna delle quali deposita un uovo e diverse piccole falene paralizzate. Durante i mesi estivi c’è il picco di presenza degli esemplari adulti che preferiscono le giornate calde e soleggiate, in particolare nelle ore centrali del giorno, per svolgere le loro attività.

Il ciclo vitale della Ancistrocerus nigricornis
Le femmine di Ancistrocerus nigricornis emergono a febbraio e sono presenti fino a ottobre mentre i maschi da maggio fino a settembre, anche se sono i mesi estivi quelli di maggiore attività. Ogni femmina solitaria costruisce il suo nido ed inizia a farlo in primavera, scegliendo principalmente prati e giardini, ma può essere situato anche su fori presenti in piante, alberi e legname di recinzioni, comunque in zone in cui sono presenti le fonti di foraggiamento.
Dopo essere state fecondate, ogni femmina deposita le sue uova assieme agli insetti paralizzati all’interno di ogni cella del nido. Una volta nate, le larve, simili a vermi e senza zampe, cresceranno di dimensioni grazie ai bruchi di falene trovate nella loro cella.
Passate un paio di settimane, i piccoli di Ancistrocerus nigricornis si impuperanno immobili e senza mangiare all’interno di un bozzolo per completare la formazione del loro corpo e dei loro organi dopo circa due o tre settimane.
Diventati adulti, i maschi e le femmine della nuova generazione di questa vespa vasaio sono completamente formati ed escono dal nido, rimosso il tappo di argilla che lo chiude, in cerca dei loro partner per la riproduzione che porterà i primi a morire poco dopo e le seconde a continuare l’attività fino all’inverno in vista della primavera seguente e della nascita della futura generazione.

La disinfestazione della Ancistrocerus nigricornis
La femmina di Ancistrocerus nigricornis possiede un pungiglione lungo e spesso che può attaccare anche gli esseri umani quando si sente minacciata o in pericolo ma i danni maggiori li fa agli insetti paralizzati durante l’attività di predazione.
Gli effetti della puntura di questa vespa sono simili a quelli della maggior parte delle altre appartenenti alla sua specie, ovvero dolore, arrossamento e gonfiore della parte colpita, fino allo shock anafilattico solo quando la vittima è un soggetto allergico.
Questa vespa vasaio è utili per giardinieri e coloro che possiedono un prato in casa, merito della sua attività di caccia agli insetti nocivi per le piante. L’imenottero in questione svolge anche l’attività di impollinazione di piante e fiori durante la ricerca di cibo ed utile quindi per la crescita della vegetazione circostante in cui è presente.
La disinfestazione della Ancistrocerus nigricornis non è strettamente necessaria per la natura solitaria ed il comportamento non aggressivo di questa vespa vasaio che si trova anche in Italia. Invece, non esitare a contattarci se trovi dei nidi di esemplari pericolosi presenti nella tua proprietà. Puoi farlo, chiamandoci al numero verde gratuito oppure scrivendoci in chat o via email. Faremo un sopralluogo e valuteremo se ci sono le condizione per la disinfestazione vespe. In questo caso, il nostro team interverrà utilizzando prodotti insetticidi o naturali, a seconda delle circostanze, oppure rimuoveremo il nido e lo inseriremo in un contenitore apposito per completare l’abbattimento degli insetti infestanti.